Ciao a tutti! Siamo la squadriglia Antilopi del Gruppo scout del Molfetta 2 e oggi vi parleremo
di uno dei posti da noi visitati:
Grotte di Curtomartino
La Grotta Curtomartino si trova in prossimità di Acquaviva delle Fonti ed è sviluppata nella calcarenite, ricoperta da un fossile presente su tutto il territorio pugliese: la rubista. Questo particolare tipo di roccia sedimentaria si è formato milioni di anni fa grazie al deposito di sedimenti marini che, nel corso del tempo, si sono compattati fino a creare la struttura attuale. La rubista testimonia infatti l’antica presenza del mare che un tempo ricopriva gran parte del territorio pugliese, trasformando la grotta in un vero e proprio archivio naturale della storia geologica locale.




Molte delle colonne, poste all’interno della grotta, sono state create in milioni di anni grazie al congiungimento delle stalattiti e delle stalagmiti. Queste formazioni si originano attraverso un lento processo di deposito del carbonato di calcio disciolto nell’acqua che filtra attraverso le rocce sovrastanti. Le stalattiti scendono dal soffitto, mentre le stalagmiti crescono dal pavimento verso l’alto. Quando queste due strutture si incontrano, formano colonne naturali di straordinaria bellezza e imponenza. Il fenomeno della concrezione calcarea è estremamente lento: si stima che alcune di queste strutture crescano solo pochi millimetri ogni secolo, rendendo la grotta un luogo che racconta tempi lunghissimi e processi naturali quasi impercettibili all’occhio umano.
Purtroppo, a causa dei terremoti, alcune stalattiti presenti sul soffitto sono state spezzate. I movimenti tellurici, che hanno interessato la zona nel corso dei secoli, hanno provocato crolli e modifiche nella struttura interna della grotta, alterando talvolta l’equilibrio naturale delle sue formazioni. Nonostante ciò, questi eventi hanno contribuito a modellare ulteriormente l’ambiente interno, creando nuovi passaggi e ampliando alcune cavità.


Proseguendo l’esplorazione, abbiamo notato la presenza di numerosi grafemi, trattini verticali incisi sulle pareti, di cui non si sa ancora il vero motivo per cui siano sempre tre. Gli studiosi ipotizzano che questi segni possano essere collegati a forme primitive di comunicazione o a simboli rituali legati alla vita quotidiana delle popolazioni preistoriche. Alcune teorie suggeriscono che potessero rappresentare conteggi, cicli lunari o simboli legati alla caccia e alla sopravvivenza. L’assenza di certezze rende


questi segni ancora più affascinanti poiché lasciano spazio a interpretazioni e studi futuri. Oltre alla presenza dei trattini, vi erano numerosi graffiti appartenenti alla preistoria: erano disegni descrittivi, rappresentavano vere e proprie scene di caccia o raffiguravano persone. Questi graffiti costituiscono una preziosa testimonianza della vita sociale e culturale delle comunità che abitavano la grotta. Alcuni graffiti raffiguravano delle veneri, simbolo di prosperità e fertilità, che probabilmente avevano un significato religioso o rituale. Le veneri rappresentano uno degli elementi più diffusi nell’arte preistorica europea e sono spesso associate al culto della maternità e della continuità della specie.
Sono stati anche ritrovati dei resti faunistici, che sono importanti indicatori della vita e delle modalità di adattamento dei gruppi che l’hanno abitata; inoltre, hanno rivelato quali specie animali venivano predate all’interno della caverna. Il più importante è il cavallo, associato a livelli inferiori, ma sono stati ritrovati anche

frammenti di una specie estinta, che viveva in un ambiente secco. Questi ritrovamenti hanno permesso agli archeologi e ai paleontologi di ricostruire il clima e l’ambiente naturale dell’epoca, offrendo informazioni preziose sui cambiamenti climatici che hanno interessato la regione.

Ciò ci indica che la grotta ha avuto un cambiamento graduale da steppa a prateria. Questo passaggio ambientale dimostra come la zona sia stata soggetta a trasformazioni climatiche nel corso di migliaia di anni. Le variazioni del clima hanno influenzato la fauna e la flora locale, determinando anche cambiamenti nelle abitudini delle popolazioni che utilizzavano la grotta come rifugio o luogo di vita. L’analisi dei resti animali consente inoltre di comprendere le tecniche di caccia e le strategie di sopravvivenza adottate dai gruppi umani preistorici.
In Puglia, nelle grotte, è molto famosa la fauna invertebrata, come i pipistrelli. Questi animali svolgono un ruolo fondamentale nell’ecosistema della grotta, contribuendo all’equilibrio biologico dell’ambiente sotterraneo. I pipistrelli, infatti, sono importanti per il controllo degli insetti e per la diffusione dei semi di alcune piante. La presenza di queste specie indica un ambiente ancora relativamente incontaminato e favorevole alla biodiversità. Inoltre, all’interno della grotta possono essere presenti altri organismi adattati alla vita in ambienti bui e umidi, come insetti cavernicoli e piccoli crostacei.
Dal punto di vista archeologico, la Grotta Curtomartino rappresenta un sito di grande importanza per lo studio della preistoria pugliese. Gli scavi effettuati negli anni hanno portato alla luce strumenti in pietra, frammenti ossei lavorati e tracce di focolari, che testimoniano la presenza umana e l’utilizzo della grotta come rifugio stagionale o luogo di attività quotidiane. Gli studiosi ritengono che la grotta fosse utilizzata anche come punto di osservazione strategico e come luogo di riparo durante le condizioni climatiche avverse.




La grotta presenta inoltre caratteristiche morfologiche particolari, con gallerie e ambienti che si sviluppano a diverse profondità. Alcune zone sono facilmente accessibili, mentre altre risultano più strette e difficili da percorrere, rendendo l’esplorazione un’attività affascinante ma che richiede cautela e preparazione. Le variazioni di temperatura e umidità all’interno della grotta creano un microclima stabile, che favorisce la conservazione delle testimonianze archeologiche e paleontologiche.
D’altronde, la grotta può anche ospitare eventi culturali, come il presepe vivente nel periodo natalizio, ma anche concerti musicali. Grazie alla sua particolare conformazione e alla suggestiva atmosfera naturale, la grotta offre un’acustica naturale che rende le esibizioni musicali particolarmente coinvolgenti. Queste iniziative culturali permettono di valorizzare il sito, avvicinando il pubblico alla conoscenza del patrimonio storico e naturale locale.
Negli ultimi anni, sono stati avviati progetti di tutela e valorizzazione della Grotta Curtomartino, con l’obiettivo di preservare questo importante patrimonio naturale e culturale. La conservazione della grotta è fondamentale per garantire che le future generazioni possano continuare a studiarla e apprezzarla. Le visite guidate e le attività didattiche organizzate all’interno del sito rappresentano un’importante occasione per sensibilizzare i visitatori sull’importanza della salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio archeologico.
La Grotta Curtomartino non è soltanto un luogo di interesse scientifico, ma rappresenta anche una testimonianza del rapporto tra l’uomo e la natura nel corso della storia. La sua esplorazione permette di comprendere meglio l’evoluzione del territorio pugliese e le trasformazioni che hanno caratterizzato l’ambiente naturale e le comunità umane. Visitare questa grotta significa intraprendere un viaggio nel tempo, alla scoperta delle origini e delle tradizioni che hanno contribuito a costruire l’identità culturale della regione.
In conclusione, la Grotta Curto Martino rappresenta un sito di straordinaria importanza dal punto di vista geologico, archeologico e culturale. Le sue formazioni naturali, i reperti storici e le testimonianze della vita preistorica la rendono un luogo unico e affascinante. La valorizzazione e la protezione di questo patrimonio sono essenziali per preservare una parte significativa della storia naturale e umana della Puglia, permettendo a studiosi, visitatori e appassionati di continuare a esplorare e conoscere questo straordinario ambiente sotterraneo.


Sul sito della grotta, qua riportato, potete trovare una mappatura in 360 del luogo da noi descritto
https://www.grottacurtomartino.com/la-grotta/